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  • Bonus 200 euro: come fare ad ottenerlo

    Previsioni del decreto-legge n. 50/2022 (Decreto Aiuti). I datori di lavoro dovranno erogare, nella busta paga di luglio, la somma di 200 euro una tantum ai lavoratori dipendenti che nel primo quadrimestre dell’anno 2022 hanno beneficiato dell’esonero di cui art. 1 comma 121 della legge numero 234/2021, ovvero, la riduzione di 0.8 punti percentuali dell’aliquota contributiva a carico dei lavoratori dipendenti. I lavoratori dovranno compilare la dichiarazione una tantum e consegnarla al proprio datore di lavoro per poter ottenere il bonus in busta paga. Di seguito alleghiamo il prospetto riassuntivo dell'agevolazione che contiene le indicazioni necessarie circa i beneficiari, le modalità di presentazione della domanda, quando non automatica ed il fac-simile della dichiarazione.

  • Caro bollette: come rateizzarle dal 2022

    La previsione del “Caro bollette” dovuto agli aumenti previsti e già in atto per i costi delle forniture di luce e gas, ha reso indispensabile prevedere un piano di difesa a favore dei consumatori in difficoltà. È stata pensata soprattutto la possibilità di rateizzare il debito dei primi mesi del 2022. Di seguito vediamo in che modo. Innanzi tutto la possibilità di rateizzare è data sia agli utenti privati domestici che alle piccole imprese. Quali bollette potranno essere rateizzate? Potranno essere rateizzate le bollette emesse da gennaio ad aprile 2022 e non pagate. Potranno rateizzare quindi soltanto i clienti morosi, quelli cioè che hanno ricevuto la fattura e l’hanno lasciata scadere senza pagarla. Il cliente non può in autonomia pagare la fattura a rate e nemmeno può chiedere la dilazione al suo gestore prima della scadenza. Sarà il gestore stesso a proporgli la dilazione contestualmente all’invio del sollecito appunto nel caso in cui la fattura risulti non pagata. Come rateizzare? La rateizzazione non può durare più di 10 mesi ed alla stessa non vengono applicati interessi. La prima rata ammonterà al 50% del debito complessivo della bolletta ed il restante 50% sarà spalmato nelle altre 9 rate restanti. Le rate scadranno contestualmente allo scadere delle fatture successive. Il numero di rate può essere inferiore se il debito è inferiore a 50 euro. I gestori possono però in autonomia predisporre altri piani di rateizzazione che possano risultare più agevoli per il cliente. Previsioni per il periodo oltre aprile 2022? Il provvedimento si ferma al 30 aprile 2022 me si pensa che il Governo possa intervenire con una proroga dell’agevolazione

  • Assegno Unico Universale per i genitori separati

    Prima di tutto occorre evidenziare il fatto che è possibile inoltrare un'unica domanda per ogni figlio, solo uno dei due genitori può chiedere il beneficio dell’Assegno Unico Universale. Mi spiego meglio: la domanda per lo stesso figlio può essere presentata una sola volta per anno. Questo anche se la responsabilità genitoriale, come spesso accade, è ripartita su entrambi i genitori. Il genitore che fa richiesta inoltra domanda indicando per ogni figlio beneficiario anche il codice fiscale dell’altro genitore. Sulla base del caso tipo il contributo spetta in misura uguale ad entrambi i genitori (quindi al 50%), anche se uno dei due genitori versa all’altro assegno di mantenimento od anche se il figlio non ha residenza con il genitore richiedente. Il genitore richiedente può indicare in domanda una percentuale di sua spettanza anche del 100% dichiarando che tale scelta sia frutto di accordo con l’altro genitore. Questo a sua volta non deve avviare alcuna procedura per confermare tale scelta ma, anche in seguito, può, se lo ritiene opportuno, accedere alla procedura e modificare la percentuale di beneficio portandola al 50% tra i due genitori. Per il genitore che invece ha affido esclusivo il caso è differente. Deve infatti specificare nella domanda che il nucleo familiare del minore comprende un solo genitore.

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  • Caf | Cafatub Associazione Consumatori

    CAF.PATRONATO ASS.CONSUMATORI Anche ON LINE senza muoverti da casa Lo sportello rimarrà chiuso per ferie dal giorno mercoledì 27 luglio al giorno venerdì 26 agosto Le più RICHIESTE Anteprima TESSERA ATUB Ordina Anteprima Dimissioni volontarie telematiche Ordina Anteprima Mod. 730 singolo - non tesserati Ordina Anteprima Reclami utenze e bollette Ordina Anteprima Assegno Unico Universale Ordina Anteprima Naspi indennità disoccupazione Ordina Anteprima Reddito di Cittadinanza Ordina Anteprima Mod. ISEE Ordina Tutela del CONSUMATORE Anteprima Sovraindebitamento Ordina Anteprima Contenzioso riscossione Ordina Anteprima Contenzioso bancario Ordina Anteprima Reclami utenze e bollette Ordina Anteprima Reclami televisioni e pay tv Ordina Anteprima Reclami turismo e trasporti Ordina Anteprima Reclami acquisti e-commerce Ordina Anteprima Reclami telefonia e internet Ordina SOLUZIONI AL SOVRAINDEBITAMENTO dalla LEGGE 3/2012 al Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza Accedi La nostra TESSERA servizi gratuiti consulenza personalizzata sconti sui servizi a preventivo Richedila Costo 50 euro 5 PRATICHE GRATUITE A TUA SCELTA Durata 12 MESI Le ultime NOTIZIE Bonus 200 euro: come fare ad ottenerlo Previsioni del decreto-legge n. 50/2022 (Decreto Aiuti). I datori di lavoro dovranno erogare, nella busta paga di luglio, la somma di 200... Caro bollette: come rateizzarle dal 2022 La previsione del “Caro bollette” dovuto agli aumenti previsti e già in atto per i costi delle forniture di luce e gas, ha reso... Assegno Unico Universale per i genitori separati Prima di tutto occorre evidenziare il fatto che è possibile inoltrare un'unica domanda per ogni figlio, solo uno dei due genitori può... Bollette luce e gas più care dal 2022 La legge di Bilancio appena approvata ha predisposto misure di riparo al Caro Bollette per il trimestre gennaio-marzo 2022. Le soluzioni... Cartelle esattoriali, il punto sulle scadenze Sono molteplici le situazioni da tenere sotto controllo per rimanere in regola con i pagamenti verso l'Agenzia della riscossione... Cancellazione voli, rimborsi o voucher? Da ormai quasi due anni le difficoltà nel viaggiare utilizzando un volo aereo si sono moltiplicate a causa delle restrizioni conseguenti... Leggi altre Iscriviti al nostro sito e resta aggiornato Iscriviti Richiesta inviata con successo! Letta e compresa l'informativa privacy ai sensi artt. 13 e 14 Reg. UE 679/2016

  • Saldo e Stralcio | cafatub

    Saldo e Stralcio SALDO E STRALCIO ​ Il saldo e stralcio è uno strumento molto efficace per chiudere e definire i debiti con banche, finanziarie oppure, talvolta, con Agenzia Entrate Riscossione. Nella maggior parte dei casi lo si prende in considerazione quanto il consumatore o l’impresa, debitori, si trovano nella condizione di non riuscire a rimborsare con regolarità il debito contratto, accumulando quindi ritardo nelle rate. ​ Il saldo e stralcio si concretizza in una vera e propria transazione stragiudiziale. Le due parti si accordano per un pagamento parziale del debito, in unica soluzione o ratealmente. Il debitore si libera del debito pagando quanto concordato in fase di trattativa. La banca. o comunque il creditore, accetta un rientro inferiore al debito realmente residuo, evitando al tempo stesso il disagio di dover far valere il proprio credito, esigibile ma incerto, nelle sedi giudiziarie, evitando così procedure lunghe e costose. ​ Se correttamente gestito l'iter del saldo e stralcio permette al debitore in difficoltà di liberarsi dal debito definitivamente e, talvolta, con importanti decurtazioni dell'importo dovuto. ​ L'Associazione gestisce tutte le fasi della trattativa. Dalla quantificazione dell'importo che il debitore potrebbe sostenere, all'inoltro della proposta, alla gestione del riscontro e della possibile trattativa, fino alla definizione contrattuale dell'accordo. ​ Chiedi una valutazione senza impegno

  • Legge 3/2012 | cafatub

    Legge 3/2012 LA LEGGE 3/2012 Sono sempre più numerose le famiglie italiane che si trovano a dover affrontare crisi da indebitamento eccessivo con scadenze e impegni talvolta insostenibili. Queste situazioni si possono definire di Sovraindebitamento, ossia la condizione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte , che determina la rilevante difficoltà ad adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente. La Legge 3/2012 ha introdotto questo termine, ed anche le soluzioni per risolvere le problematiche debitorie che descrive. Questa legge fornisce al cittadino gli strumenti per uscire dalla crisi da sovra indebitamento e ricominciare da zero. Il contenuto della legge è innovativo perché introduce un concetto di straordinaria portata a favore di tutti i soggetti che possono beneficiarne: è diritto del debitore liberarsi dai debiti, diventati insostenibili, pagandoli, ma nella misura di quanto effettivamente può essere pagato, sulla base della situazione economica del debitore stesso. ​ I creditori saranno soddisfatti da quanto il debitore, che si è avvalso della Legge 3/2012, può realmente pagare. La porzione di debiti che non può essere pagata, a procedura terminata verrà esdebitata, cancellata, ed il debitore totalmente riabilitato. La Legge 3/2012 vuole evitare che il debitore perda tutto e che resti segnalato a vita su ogni banca dati creditizia, con la conseguente esclusione da tutte le attività economiche. ​ Chi può accedere Procedure: accordo con i creditori Procedure: piano del consumatore Procedure: liquidazione del patrimonio Benefici ​ ​Chi può accedere · Consumatore · Imprenditore commerciale che non supera i limiti soglia della legge fallimentare · Imprenditore commerciale sopra soglia di fallibilità ma con debiti inferiori a euro 30.000 · Imprenditore cessato da oltre un anno · Imprenditore agricolo · Socio di società ma illimitatamente responsabile · Erede dell'imprenditore defunto · Professionisti e artisti · Società tra professionisti · Enti privati non commerciali · Associazioni professionali · Enti pubblici ​ PROCEDURE ​ ​1 - Accordo con i creditori Contenuto: il debitore in stato di sovraindebitamento può proporre ai creditori un accordo di ristrutturazione dei debiti che preveda la soddisfazione dei crediti sulla base di un piano. Tale accordo deve essere approvato da almeno il 60% dei debiti complessivi. Non vi è obbligo di assicurare il pagamento integrale ai creditori privilegiati. I crediti erariali e previdenziali possono non essere soddisfatti integralmente. Sono esclusi, invece, i crediti riguardanti tributi costituenti risorse proprie dell’Unione Europea, dell’I.V.A. e delle ritenute operate e non versate, per i quali il piano deve prevedere l’integrale corresponsione. Per questi crediti potrà essere prevista esclusivamente una dilazione di pagamento. Il piano deve prevedere i termini e le modalità di pagamento dei creditori. Sia le scadenze, sia le modalità dell’adempimento, sono elementi fondamentali che devono emergere esplicitamente. La proposta di accordo, che il soggetto sovraindebitato può presentare per la ristrutturazione dei debiti, è a contenuto aperto, nel senso che può prevedere qualsiasi modalità per la soddisfazione dei crediti, anche mediante la cessione dei crediti futuri. Nel caso in cui i beni e i redditi del debitore non siano sufficienti a garantire la fattibilità del piano, la proposta dovrà essere sottoscritta da uno o più terzi che ne garantiscano l’attuabilità. Procedura: La procedura si apre con il deposito della proposta di accordo da parte del debitore presso il tribunale competente, unitamente alla documentazione a corredo. Il tribunale e i creditori devono essere messi in condizione di conoscere la situazione debitoria e patrimoniale del proponente. Per quanto concerne il deposito dell’attestazione sulla fattibilità del piano è opportuno tenere presente che questa muove dai dati contabili veritieri, articola un percorso logico-argomentativo serio e coerente a supporto dell’effettiva capacità del debitore di rispettare gli impegni di ristrutturazione conseguenti all’omologazione. Occorre quindi una vera e propria relazione sulla fattibilità dell’accordo. Lo scopo è di fornire ai creditori tutte le informazioni e tutti gli elementi necessari per la valutazione della convenienza della soluzione proposta. ​ ​ 2 - Piano del consumatore Contenuto: Nel Piano del Consumatore la proposta del consumatore di dilazione e stralcio dei debiti non è sottoposta all’approvazione dei creditori. È il Giudice che valuta la fattibilità, l’assenza degli atti in frode ai creditori e la meritevolezza del consumatore nonché la convenienza della proposta in ipotesi di contestazioni al riguardo. È opportuno che già il piano contenga tutti i dati utili per consentire la valutazione da parte del Giudice sulla “meritevolezza e l’assenza di colpa del debitore consumatore”. Procedura: Depositata l’Istanza da parte del debitore il Giudice provvede a verificare l’assenza di atti in frode ai creditori. (ovvero aver dolosamente o con colpa grave aumentato o diminuito il passivo, sottratta o dissimulata una parte rilevante dell’attivo ovvero dolosamente simulate attività inesistenti). Solo a seguito di tale verifica il Giudice fissa l’udienza di omologazione del piano nel termine di sessanta giorni dalla data di deposito della proposta o eventualmente delle integrazioni richieste. Fino al momento in cui il provvedimento di omologazione diviene definitivo, il Giudice può disporre la sospensione dei procedimenti di esecuzione forzata (mobiliari, immobiliari e presso terzi). Con riferimento alla meritevolezza, la legge la ritiene tale quando è escluso che il consumatore abbia assunto i debiti senza la ragionevole prospettiva di poterli onorare; e che non abbia colposamente determinato il sovraindebitamento, anche per mezzo di un ricorso al credito non proporzionato alle proprie capacità patrimoniali. Il procedimento di omologazione si conclude con un provvedimento con cui il Giudice omologa oppure nega i benefici di legge. Il decreto di omologazione deve intervenire entro sei mesi dalla presentazione della proposta. ​ ​ ​ 3 - Liquidazione del patrimonio Possono accedere alla procedura di liquidazione del patrimonio, su istanza, i soggetti non fallibili (imprenditori commerciali sotto soglia, professionisti, enti non commerciali, imprenditori agricoli, consumatori). La liquidazione del patrimonio può essere attivata: su istanza del debitore o dei creditori, a seguito di cessazione degli effetti dell’accordo con i creditori, a seguito di annullamento e/o risoluzione dell’accordo, revoca e cessazione degli effetti dell’omologazione del piano del consumatore. Requisito oggettivo necessario ai fini dell’ammissione alla procedura è lo stato di sovraindebitamento, già descritto e definito nei precedenti articoli. ​ La liquidazione del patrimonio del debitore può essere essenzialmente ripartita nelle seguenti fasi: 1. apertura della procedura 2. accertamento del passivo 3. liquidazione dell’attivo ​ Apertura della procedura La procedura di liquidazione del patrimonio si apre con il deposito, presso il Tribunale competente, da parte del debitore sovraindebitato, di un’istanza in cui chiede la liquidazione di tutti i suoi beni. All’istanza occorre allegare la documentazione richiesta, oltre che una relazione particolareggiata dell’Organismo di Composizione della Crisi, che contenga necessariamente: l’indicazione delle cause dell’indebitamento e della diligenza impiegata dal debitore nell’assumere le obbligazioni l’esposizione delle ragioni dell’incapacità del debitore persona fisica di adempiere le proprie obbligazioni il resoconto sulla solvibilità del debitore persona fisica negli ultimi cinque anni l’indicazione dell’eventuale esistenza di atti del debitore impugnati dai creditori il giudizio sulla completezza e attendibilità della documentazione depositata a corredo della domanda In presenza di tutti i presupposti fissati dalla legge, il Giudice emette un decreto di apertura della liquidazione con il quale nomina un liquidatore (anche lo stesso O.C.C.), se non già nominato su proposta dell’O.C.C. e dispone che sino al momento della chiusura della procedura, a pena di nullità, non possano essere iniziate o proseguite azioni cautelari o esecutive né acquistati diritti di prelazione sul patrimonio oggetto di liquidazione, da parte dei creditori aventi titolo o causa anteriore. È prevista l’inammissibilità della domanda, se la documentazione prodotta non consenta la puntuale ricostruzione della situazione economica e patrimoniale del debitore. Sono esclusi dalla liquidazione: i crediti impignorabili, i crediti aventi natura alimentare e di mantenimento, stipendi, salari, pensioni e ciò che il debitore guadagna con la propria attività, nei limiti, definiti dal Giudice, di quanto occorra al mantenimento suo e della sua famiglia, le cose impignorabili per disposizione di legge. ​ Accertamento del passivo Il liquidatore verifica l’elenco dei creditori e l’attendibilità della documentazione allegata, formando l’inventario dei beni da liquidare. La domanda che può essere di partecipazione alla liquidazione, ma anche di restituzione o rivendicazione di beni mobili o immobili, deve essere proposta con ricorso, con l’indicazione: delle generalità del creditore della determinazione della somma che si intende far valere nella liquidazione o la descrizione del bene che si rivendica o di cui si chiede la restituzione della sintetica esposizione degli elementi di fatto e di diritto posti a base della domanda dell’indicazione dell’eventuale titolo di prelazione di cui si chiede il riconoscimento dell’indicazione dell’indirizzo p.e.c. o del numero di fax o l’elezione di domicilio presso un comune del circondario presso cui ha sede il Tribunale; in assenza di quest’ultima indicazione, tutte le successive comunicazioni verranno effettuate mediante deposito presso la cancelleria del Tribunale. Al ricorso va allegata la documentazione comprovante le richieste di cui si chiede il riconoscimento. Una volta pervenute le domande di partecipazione alla liquidazione presentate dai creditori, il liquidatore predispone un progetto di stato passivo, che comprende un elenco dei titolari dei diritti sui beni mobili e immobili in proprietà o in possesso del debitore, comunicandolo agli interessati e assegnando loro un termine di quindici giorni per le osservazioni. In presenza di osservazioni, se ritenute fondate, il liquidatore, scaduto il termine per la loro proposizione, predispone un nuovo progetto di stato passivo, da trasmettere nuovamente ai creditori e fissando un nuovo e ulteriore termine di quindici giorni per le ulteriori repliche. Qualora le contestazioni non risultino componibili, il liquidatore rimette gli atti al Giudice, che provvede alla definitiva formazione dello stato passivo. I creditori, con causa o titolo posteriore al momento dell’esecuzione della pubblicità disposta dal Giudice con il decreto di apertura della procedura di liquidazione, non possono procedere esecutivamente sui beni oggetto di liquidazione. ​ Liquidazione dell’attivo Il liquidatore, entro trenta giorni dalla formazione dell’inventario, elabora un programma di liquidazione che garantisca la ragionevole durata del procedimento. Il programma di liquidazione viene comunicato ai creditori e al debitore e depositato presso la Cancelleria del Tribunale; la legge non ne prevede l’approvazione. Il liquidatore amministra il patrimonio da liquidare, che può essere composto da: crediti, beni mobili e immobili, ivi compresi gli accessori, le pertinenze e i frutti. Il liquidatore esercita ogni azione prevista dalla legge che consenta di conseguire la disponibilità dei beni e di recuperare i crediti compresi nel patrimonio del debitore. Il liquidatore può subentrare nelle procedure esecutive pendenti. Qualora nel patrimonio da liquidare siano compresi crediti, dei quali non è probabile l’incasso nei quattro anni successivi al deposito della domanda, gli stessi saranno oggetto di cessione. Tutti i beni facenti parte del patrimonio da liquidare, salvo quelli di modesto valore, sono oggetto di stima da parte di operatori esperti. Nella liquidazione del patrimonio deve essere assicurata la massima informazione e partecipazione degli interessati tramite opportune forme di pubblicità. Il Giudice, sentito il liquidatore e verificata la conformità degli atti dispositivi al programma di liquidazione, autorizza con decreto: lo svincolo delle somme; ordina la cancellazione della trascrizione del pignoramento e delle iscrizioni relative ai diritti di prelazione, nonché di ogni altro vincolo, ivi compresa la trascrizione del decreto di apertura della liquidazione e dichiara la cessazione di ogni altra forma di pubblicità disposta. I crediti sorti in occasione o in funzione della liquidazione sono soddisfatti con preferenza rispetto agli altri, fatta eccezione per il ricavato dalla liquidazione dei beni oggetto di pegno o ipoteca, per la parte destinata ai creditori garantiti. I beni e i crediti sopravvenuti nei quattro anni successivi al deposito della domanda costituiscono oggetto della procedura di liquidazione, dedotte le spese sostenute dal debitore per l’acquisto e la conservazione dei beni e dei crediti medesimi fino al momento dell’apprensione all’attivo da liquidare. E’ onere del debitore integrare l’inventario dei beni da liquidare. La procedura rimane aperta sino alla completa esecuzione del programma di liquidazione e, in ogni caso, per i quattro anni successivi al deposito della domanda. ​ BENEFICI DELLA LEGGE 3/2012 · Sospensione delle azioni esecutive contro il debitore · Sospensione pagamento rate mutuo per un anno · Cancellazione del nominativo dalla Centrale dei Rischi · Esdebitazione: È la liberazione dei debiti residui nei confronti dei creditori in procedura e non soddisfatti. ​ Il beneficio dell' esdebitazione è previsto: 1. ​per il debitore persona fisica 2. dopo la chiusura della procedura di liquidazione del patrimonio 3. in caso di accordo del debitore o di piano del consumatore ​ L’effetto esdebitatorio è automatico, ad eccezione delle procedure in cui la proposta omologata preveda soltanto una moratoria o una dilazione. Il Giudice concede il beneficio dell’esdebitazione al debitore persona fisica, su istanza da depositarsi entro l’anno successivo alla chiusura della liquidazione, in presenza di precise condizioni sostanzialmente legate alla meritevolezza dei comportamenti posti in essere. Chiedi una valutazione senza impegno

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